Un Monumento alla convivenza per uscire dalle contrapposizioni del passato
February 11th, 2009
Le polemiche sui monumenti e sui simboli in questa terra dimostrano che dobbiamo finalmente superare i contrapposti nazionalismi delle destre tedesche e italiane, che sono come due lati della stessa medaglia e si autoalimentano. E’ importante uscire dagli schemi del passato e fare un passo avanti individuando soluzioni condivise affinché i simboli non dividano ma uniscano. Per questo è importante creare nuovi simboli di una terra che guarda all’Europa e fa del plurilinguismo la propria forza e vocazione.
Ritengo che una proposta fattibile sia un concorso di idee per la creazione di un Monumento alla convivenza che venga realizzato da artisti dei tre gruppi linguistici e con il coinvolgimento della popolazione. Il monumento dovrà essere collocato in un punto di incontro delle culture cittadine. Inoltre dovrà rappresentare il punto di arrivo di un percorso culturale partecipato che valorizzi i luoghi di incontro delle culture per individuare i nuovi simboli di una terra che vuole proiettarsi nel futuro.
Storia e cultura italiana oggi non sono rappresentate da simboli fascisti ma dal lavoro, dalle opere costruite, dalle strade, dalle case, dal lavoro sociale, dal commercio e da tutte le attività integrate nel territorio. Le radici profonde sono nelle Istituzioni culturali importanti come il Teatro Stabile che da 60 anni quasi rappresenta le diverse culture e la cultura per eccellenza: nelle istituzioni culturali che uniscono, come l’Università e come sarà il futuro il Polo bibliotecario plurilingue.
Per quanto riguarda i vecchi simboli, i tempi sono ormai maturi per storicizzare i monumenti come hanno fatto tutte le città europee con simboli che nella storia hanno separato le culture. Per questa ragione la proposta è di creare percorsi storici che spieghino il passato e rendano i vecchi simboli sorta di musei aperti. Alcune opere, come il Monumento alla Vittoria, devono rimanere, ma come monito di un passato che non vogliamo ritorni mai più.
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2 Comments Add your own
1. Marcello Savoia | February 16th, 2009 at 5:38 pm
Caro Christian,
quanto strumentale e penosa è la questione monumenti in Alto Adige! Ma perché non avere il coraggio di liquidare le polemiche e le sfilate con ciò che si meritano? Il silenzio non di chi non ha niente da dire, ma con quello di chi non ha tempo da perdere. Non sarebbe meglio concentrarsi sui prblemi che, concretamente, affliggono gli abitanti di questa terra? Proporre di rimuovere tutti i monumenti che sono testimonianza di un passato violento e prevaricatore, significherebbe, per restare nel solo ambito italiano, abbattere qualche decina di obelischi, radere al suolo il colosseo, eliminare tout-court Forlì (tanto è piena di monumenti di epoca fascista), disintegrare un po’ di archi di trionfo di epoca romana, e così via…la discussione è talmente sterile da apparire, a chi solo abbia conservato barlumi di spirito critico e di senso della storia, surreale. E’ evidente che un monumento come quello di Piazza Vittoria meriti e pretenda dei cartelli che lo spieghino e lo contestualizzino, così come è evidente che pensare di rimuoverlo è un’operazione paragonabile a quella di bruciare i libri “eversivi”. La storia si insegna, non si cancella!
Perdona il mio sfogo provocatorio. Ma penso fermamente che una politica diversa non possa prescindere dal fatto di non accodarsi sitematicamente agli slogan del “pensiero debole”. A volte, credo, sarebbe più intelligente ignorarli, liquidarli con ciò che meritano e proporsi come guide e non come traini.
Con sincera stima e un grande “in bocca al lupo!”
Marcello Savoia
2. Alberto Alberti | October 6th, 2009 at 9:56 am
Io credo che il “problema” vada affrontato una volta per tutte, soprattutto in questo momento. La storia è maestra di vita, dicevano i nostri antenati, cancellare un monumento non significa cancellare la storia che ci sta dietro.
Noi democratici antifascisti non combattiamo i monumenti combattiamo le idee che essi hanno rappresentato. Ma molto spesso quelle idee e quelle storie non sono conosciute, c’è molta ignoranza e inoltre molti pregiudizi.
Storicizziamo il monumento, spieghiamo ciò che è successo, in modo pacato e obiettivo. Non c’è migliore insegnamento e pubblicità per ciò in cui noi crediamo che spiegare alle nuove generazioni ciò che ci ha preceduto. La storia ci deve servire per non ripercorrere gli errori del passato, o almeno questo è quello che noi vorremo far capire…
Avanti con il parco della memoria, contro tutti i fascismi e nazionalismi!!!
Alberto Alberti
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